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Per quale motivo, giovedì 17 marzo 2011 - data storica risorgimentale - due blogger e tanto altro, il primo, Jacopo Caggiano, marchigiano di Macerata, il secondo, in rigoroso ordine alfabetico, Fredi Perucci, nato a Parigi, anconetano di adozione, hanno deciso di presentare al mondo pixel il loro Mutt Blog. Questa la domanda. Questa la risposta. Scuotere dal torpore il mondo mondano. Scardinare i luoghi comuni. Alimentare la curiosità. Aprire un dialogo. Provocare. Parlare d’Arte contemporanea e di Poesia.

EDITORIALE

17 marzo 2011 - 17 marzo 2012. In alto i calici, signore e signori, MUTTBLOG, oggi maiuscolo, festeggia il suo primo anniversario. Folli, scaltri e perversi abbiamo scritto, proposto immagini, ragionato sul superfluo e sulle virtù dell’arte, della poesia, della vita. Dai nostri migliori amici noi non vogliamo essere risparmiati, e nemmeno da coloro che amiamo dal profondo. Perciò vi diciamo che continueremo imperterriti a proporvi le nostre idee, le nostre considerazioni, le nostre battaglie morali. Consentiteci di essere soddisfatti. Certo, avremo potuto fare di più e meglio, ma questo è un altro discorso. Oggi ci sentiamo vittoriosi e lasciateci godere di questa sensazione fantastica. MUTTBLOG ha un suo sito, è presente su Face Book e su Twitter. Questo che leggete è l’Editoriale No. 30. A spingerci è stata la curiosità, la voglia di conoscenza, il desiderio di stabilire un contatto virtuale con persone sparse nel mondo che non conosciamo, ma con le quali è un vero piacere condividere un tempo di lettura. Siamo tutti i balia di mari oscuri, di enigmi irrisolvibili, di destini impietosi, ciò detto non dobbiamo pensare di arrenderci, di attendere che la provvidenza risolva i nostri problemi mondani. Dalla nostra parte abbiamo un solo ed unico argomento: il tempo. Il tempo e l’essere. L’essere nel tempo. Di questo dovremmo occuparci, di questo ci occupiamo. Continuate a perdervi tra le nostre braccia! Auguri MUTTBLOG!
Occhi circonflessi
7 febbraio 2012

Perfettamente identiche e luminose le due “O” ci guardano, come due occhi circonflessi spalancati di fronte al nulla. Non parlano, tacciono. Eppure, se le osserviamo con  l’occhio che vede dentro il suo vedere e, successivamente, tendiamo l’orecchio, ascoltiamo un lungo suono meravigliato senza fine, trasportato al nostro orecchio da una eco curiosa e bizzarra che ci sbalordisce, rasserenandoci. Provate. Incredibile, vero? Il colore poi, assoluto e senza confini, ammalia i nostri pensieri fattuali ricordandoci che il tempo non esiste ed il nostro destino, per pochi istanti, un contro senso chiaro scuro, ci appare più radioso. A questo punto non ci resta che ringraziare, con un profondo inchino, Silvie Fleury, l’audace autrice di questa installazione permanente. E poi, continuiamo a sognare!